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#carodiario

By Tuesday, February 23, 2016 0 Permalink 2

Caro Diario,

ricordi quella volta in cui i miei fratellini trovarono la chiave e ti consegnarono a mamma?

Sono trascorsi molti anni dallo spiacevole accaduto e, non so se il caro diario lo ricorda ma la bambina che è ancora in me ha una memoria vivida e acuta. Forse i miei fratelli, allora nemici dichiarati (ora colpevoli e pentiti) cercano di non parlarne; ma la tristezza e la delusione che ho provato quel giorno non se ne sono mai andati. Da allora non ho più avuto un diario personale a cui raccontare le mie giornate e i miei segreti. Ero appena un’adolescente, dodici anni al massimo.

Una pugnalata al cuore, una di quelle cose che un bambino non può dimenticare e che ci mette tanto a guarire.

Ma, avete presente un contenitore di pensieri ed emozioni inespresse? Non può contenere per sempre, prima o poi esplode perché le emozioni sono infinitamente grandi che non le puoi chiudere dentro una scatola e i pensieri sono troppi, si agitano come le onde del mare in tempesta e urlano, urlano così forte che non puoi far finta di niente.

Così oggi scrivo. Qui non c’è una chiave e non ci sono segreti. Tutti possono leggere. Nessuno può giudicare.

La ferita brucia quando scrivi qualcosa in cui non credi o che non comprendi fino in fondo. Potevo capire il peso dei miei pensieri e delle mie emozioni adolescenti? Tutto era troppo grande e troppo importante allora. Ecco perché mi ha fatto male.

Ma oggi non può farmi male perché io sono più grande ed ho imparato ad affrontare pensieri ed emozioni. Dentro di me, tutto quel mare in tempesta inespresso chiede di uscire. Mi ascolto battere sulla tastiera, senza esitazione. Voglio scrivere.

E’ giunto il momento di riavere indietro il mio Caro Diario.

jisa

 

 

 

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